Come scegliere un buon insegnante di chitarra

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trovare-insegnante-di-chitarraAllo stato attuale, lo studio della chitarra da autodidatta non è più sostenibile come anni fa. Sembra un paradosso dire questa cosa, negli anni in cui internet ha messo a disposizione di tutti una quantità esagerata di materiale didattico tra lezioni on-line, video, articoli, e-book e quant’altro, ma è proprio così.

 

Un tempo la chitarra elettrica e acustica erano agli albori della loro storia e i musicisti migliori erano artisti geniali, che hanno dovuto inventare da soli i metodi e le tecniche che gli servivano per esprimersi col loro strumento. Oggi quello che c’era da creare è stato creato, e la quantità enorme di materiale presente su internet ha solo l’effetto di disperdere notevolmente le energie di chi vuole compiere un percorso didattico non sostenuto da una guida esperta.

Se pensiamo alla chitarra classica, già da tempo un approccio da autodidatta non porta da nessuna parte, e gli artisti migliori sono stati allievi di maestri capaci. Ora lo stesso accade anche per la chitarra elettrica ed acustica. Insomma, se l’ambizione è quella di diventare un chitarrista e artista competente non si può fare a meno della guida di un insegnante che sappia il fatto suo. Nel caso invece che i vostri obiettivi siano più modesti, diciamo che la guida di un maestro esperto ve li farà raggiungere molto più velocemente.

Il materiale didattico reperibile anche gratuitamente su internet, è spesso impreciso, incompleto e comunque non può rispondere alle vostre esigenze specifiche. Ad esempio, personalmente mi è capitato spesso di dover inventare esercizi per allievi che non riuscivano a superare una certa difficoltà tecnica, oppure di modificarne uno esistente allo scopo. Affidandosi a un insegnante capace sarà inoltre possibile evitare inutili errori e frustrazioni, risparmiando tempo e fatica.

Un bravo insegnante vi spronerà quando siete in difficoltà, cosa che non potrà fare nessun video o articolo didattico. Vi farà conoscere i grandi maestri dello strumento e stimolerà la vostra creatività invitandovi non solo a emularli ma a produrre qualcosa di originale e personale. Insomma, un insegnante esperto vi condurrà ben oltre ciò che potreste fare da soli.

Il problema nasce quando si vuole trovare l’insegnante giusto. Troppo spesso persone inesperte nell’insegnamento propongono fantomatici corsi “per imparare velocemente”, diffidate di ciò, perché imparare bene le cose richiede sempre tempo e fatica, nessuno vi regala niente se non illusioni. Oppure musicisti di fama insegnano senza la benché minima voglia di farlo, solo per “arrotondare” lo stipendio. Purtroppo nessuno garantisce che un insegnante è valido se non l’esperienza di provarlo e giudicare che lo sia davvero. Allora come si può fare? Ecco le domande che dovete porvi per capire se un insegnante è valido.

1. Da quanti anni insegna, in che scuole lo ha fatto e quanti allievi ha avuto?

Sono preferibili insegnanti con almeno 3-5 anni d’esperienza che hanno insegnato in scuole di riconosciuta attendibilità e con programmi chiari e controllabili. Sicuramente insegnanti con meno di 1 anno d’esperienza e che hanno dato solo lezioni private non sono da prendere in considerazione. Se penso ai miei primi allievi, quando avevo 20 anni, potrei dire che erano un po’ degli “esperimenti” (fortunatamente erano miei amici e mi hanno aiutato un po’ a iniziare). Se volete evitare di essere anche voi un “esperimento” cercate di non essere tra i primi 30-50 allievi di un maestro di chitarra. L’esperienza è un fattore fondamentale perché molto spesso il lavoro è il primo insegnante di un maestro. All’inizio si commettono molti errori, poi con la pratica si capisce come è meglio fare per ogni diverso studente.

2. Qual è il costo delle lezioni?

Gli insegnanti capaci sono molto richiesti e di solito cercano di essere pagati il giusto per le loro lezioni. Allo stato attuale direi che pagare una lezione di musica meno di 20 euro all’ora è rischioso, giacché vi sono anche insegnanti che chiedono 40, 50 o più euro all’ora. Evitate perciò l’insegnante con le tariffe più basse, ma fate sempre un discorso di rapporto qualità/prezzo cercando di trovare quello che vi garantisce la maggior parte di questi punti al miglior prezzo. Se non avete molto denaro, potete magari richiedere una frequenza più bassa, oppure ad esempio io do la possibilità di pagare i corsi mensilmente per diluire il costo nel tempo. Alcuni insegnanti danno anche lezioni online, ma penso che il “face to face” dia molti più benefici, rendendo i soldi meglio spesi.

3. Chiedete all’insegnante cosa vi insegnerà?

Chiunque può dirvi che ha insegnato 20 anni e ha avuto 1000 studenti, ma a questa domanda solo un’insegnante di qualità potrà rispondere in maniera soddisfacente. Alcuni insegnanti propongono una lezione di prova, perché se non si conoscono le qualità dell’allievo non è possibile indicargli il modo di studiare più utile per lui. Ad esempio un ragazzo di 14 anni che inizia a studiare avrà certe necessità, uno di 25 anni che si vuole perfezionare in uno stile ne avrà altre. Diciamo che fondamentalmente vi sono due modi di imparare: uno più libero nel quale si hanno lezioni di strumento che comprendono gli insegnamenti necessari alle esigenze dell’allievo. Quest’approccio è però dilettantistico. Un percorso che si ponga obiettivi professionali dovrà seguire programmi testati e comprendere lezioni di teoria, ear training, armonia e musica d’insieme, oltre che di strumento. Resta inteso che il programma da un riferimento generale, ma ogni allievo ha le sue necessità particolari.

4. Chiedetevi che qualità avevano ed hanno i precedenti allievi di un maestro?

Questa domanda è a trabocchetto, perché spesso un insegnante ha allievi che sono già in gamba prima di andare da lui. Il vero metro di misura è vedere chi ha iniziato con lui da principiante ed ha proseguito per diversi anni. Se molti allievi di questo tipo suonano bene, allora l’insegnante è capace.

Attenzione a non dare per scontato che un ottimo musicista sia un buon insegnante, le due cose non sono collegate purtroppo. Non fatevi ingannare dallo show business per scegliere un insegnante, se vedete che non fate progressi, anche se andate a lezione da Steve Vai o Pat Metheny, smettete e trovate qualcun altro.

Altre qualità utili che potrebbe avere un buon maestro e che vi potrebbe trasferire sono: composizione e arrangiamento, pedagogia musicale, recording audio, businness musicale, cultura musicale e generale e tutto quello che ruota intorno alla musica.

Bene, fate tesoro di questi consigli che vi possono evitare parecchie frustrazioni future.

by Wenz
chitarrista, comunicatore

 

Reggio Guitar School
Scuola di chitarra a Reggio Emilia
con corsi professionali e amatoriali,
per ogni esigenza

6 Commenti

  1. musicalgirl

    Io il buon maestro lo vedo come una luce che illumina verso la scoperta delle proprie potenzialità e il suo vero insegnamento è rendere l’allievo in grado di proseguire poi in autonomia il suo personale percorso di apprendimento, scolastico o autogestito che sia. Avere un bravo insegnante è senz’altro un buon inizio, poi, una volta incontrato, credo che tocchi soprattutto all’allievo (adulto) suggellare la riuscita del proprio progetto. Questo può significare anche trovarsi, più spesso di quanto si desideri, nella necessità di analizzare i motivi della propria frustrazione ed essere disposti di conseguenza a ‘ridisegnare’ il proprio percorso, ammettendo innanzitutto a se stessi con onestà la propria responsabilità per gli eventuali fallimenti e in secondo luogo trovando il coraggio di operare decisioni finalizzate al raggiungimento di nuovi obiettivi, il che non esclude l’abbandono di eventuali lezioni che si siano dimostrate (o percepite tali, poco importa) controproducenti o, per esempio, considerare in una nuova luce il proprio modo più o meno efficace di affrontare lo studio a casa, argomento non poi così marginale, secondo quanto da me sperimentato…insomma, trovare un bravo insegnante è il primo passo, che non risparmia a nessuno impegno e sudore della fronte, anzi!

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    1. Wenz (Autore Post)

      Certamente, il buon insegnante è importante perchè permette di risparmiare fatica, ma il sudore della fronte è imprescindibile, sempre.

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  2. Pingback: Personalizzare lo studio della chitarra

  3. Steve

    Anche qui si parla di come scegliere un insegnante di musica (non solo di chitarra). Segnalo il link per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento: didatticamusicale.com

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  4. Aurelio

    Questo è un ottimo aricolo che da le giuste linee guida per la scelta di un insegnante di chitarra. Non sono d’accordo sulla correlazione costo orario / qualità insegnante. Qui in Valle di Susa esiste una associazine di maestri di musica professionisti, diplomati presso diversi conservatori, che hanno deciso di rendere la formazione musicale di alto livello alla portata di tutti, proponendo corsi specifici di chitarra folk,(e non solo) individuali e di durata annuale ad un costo pari a 15 Euro / ora.

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    1. Enzo Crotti (Autore Post)

      Grazie per il tuo contributo Aurelio. Riguardo al costo delle lezioni ci possono senz’altro essere delle eccezioni di qualcuno che pur avendo buone capacità si propone a cifre economiche, ma vorrei puntare l’attenzione su alcuni punti:
      – essere laureati o diplomati al Conservatorio purtroppo non è garanzia di essere un buon insegnante, in quanto, come ho espresso nell’articolo, sono molte le qualità per essere un buon insegnante di chitarra, e non riguardano solo la cultura e la preparazione. Per essere un buon insegnante bisogna innanzi tutto essere efficaci, e cioè ottenere i migliori risultati a partire da ogni tipo di alunno.
      – se una scuola mette a disposizione l’attrezzatura necessaria e retribuisce l’insegnante facendo pagare 15 euro l’ora, probabilmente ha contributi di altro genere che gli derivano da enti pubblici o privati, perchè 15 euro l’ora lordi sono veramente pochi. Non per sminuire il loro lavoro, anzi tutt’altro, ma un idraulico o un meccanico lavorano per 25-35 euro l’ora lordi più materiali. Non credi che un insegnante con esperienza, laureato e che fa bene il proprio lavoro possa pretendere un pò di più di 15 euro l’ora?

      Naturalmente rimane pacifico che una persona possa svolgere un altro lavoro e impegnarsi a rendere i corsi accessibili intendendo la sua prestazione come volontariato, cioè accettando solo un rimborso spesa, ma non credo che a quelle cifre si possa fare un’attività d’insegnamento regolare. So per certo che lezioni con insegnanti musicisti professionisti di alto livello possono tranquillamente costare dai 50 ai 100 euro l’ora.

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