Corsi musicali in Italia e titoli di studio stranieri

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Facciamo un pò di chiarezza sui corsi musicali esistenti e sui titoli che possono offrire.
Corsi musicali in Italia e titoli di studio stranieriAttualemente in Italia vi sono due offerte principali di corsi accademici di musica e strumento musicale: i corsi statali o paritari legalmente riconosciuti (Conservatori e Istituti Musicali Pareggiati) e i corsi privati (Accademie, Scuole, ecc.).

 

Innanzi tutto chiariamo cosa significa il “valore legale” di un titolo di studio. Significa che quel titolo può dare l’accesso ad un concorso pubblico, permettere l’iscrizione in un albo professionale, o l’ammissione ad un corso superiore rispetto al titolo che si ha (ad es. dottorato).

Ora diciamo che nella musica, soprattutto per strumenti come la chitarra, tutto ciò si traduce in pochissimo rispetto all’impegno che si è profuso. Concorsi per posti in orchestre o scuole pubbliche non ci sono praticamente, e quei pochi che esistono sono per un numero irrisorio di posti rispetto all’offerta esistente. Albi di musicisti non esistono e dottorati nemmeno. In compenso i conservatori offrono programmi “obsoleti” ed insegnanti non sempre al passo con i tempi.

L’alternativa?

Da qualche anno a questa parte alcune scuole di musica italiana offrono corsi che rilasciano titoli di studio certificati da istituzioni straniere, principalmente Università inglesi (che in europa sono molto all’avanguardia dal punto di vista musicale).

I programmi sono studiati da commissioni che li aggiornano ogni due o tre anni, mantenendoli sempre al passo con i tempi. Le materie da preparare sono solo quelle strettamente legate allo strumento e alla cultura musicale necessaria per suonarlo. Il titolo chi si consegue è un diploma o laurea con equivalenza come da Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF).

Bene, finqua tutto sembra molto positivo, ma vi sono alcune difficoltà:

Il costo di un Conservatorio rimane molto più accessibile (anche se aumenta di anno in anno) rispetto alle materie che vengono insegnate. Inoltre il titolo estero in Italia non ha valora legale, e quindi non è utilizzabile per l’accesso a quanto si diceva prima. L’equivalenza è solo ideale, perchè è standardizzata dalla Comunità Europea, ma in mancanza di meccanismi automatici differenti, ancora oggi la laurea estera può essere legalizzata in Italia solo con un iter complicato, facendone richiesta ad un Istituto che rilascia il titolo per l’equipollenza (cioè un Conservatorio).

In pratica una commissione deciderà quanti e quali esami del corso abbuonare e quanti si devono sostenere per ottenere il relativo titolo. Con questo titolo sarà possibile poi accedere a concorsi e quant’altro.

D’altro canto, se dallo studio dello strumento si cercano la qualità e la soddisfazione di avere un titolo riconosciuto nell’ambito di un quadro normativo europeo, con la relativa autorità e garanzia che ne deriva, allora optare per una laurea musicale estera, ottenibile con esami sostenuti in Italia, è una possibilità da prendere in considerazione, perchè alla fine è la qualità dell’insegnamento impartito la cosa più importante. Se questa è unita ad una maggiore flessibilità ed aggiornamento del programma, non è cosa da poco, in un mondo in continua evoluzione.

by Wenz

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