Corsi di chitarra per bambini: consigli

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corsi di chitarra per bambini: consigliOrmai è riconosciuto da diversi studi scientifici che la pratica della musica per i bambini ha un alto valore educativo, sopratutto per la coordinazione e lo sviluppo cerebrale. La chitarra è uno degli strumenti più indicati, in quanto è di facile accessibilità e ha una grande versatilità che la rendono alla portata di tutti.

 

Lo studio della musica da piccoli è molto importante, perchè la coordinazione di diverse abilità da svolgere nello stesso momento, come richiede suonare uno strumento musicale, ha bisogno di un alto grado di attenzione. Questo è un primo elemento da tenere in considerazione, in quanto proprio l’attenzione permette al cervello dei bambini di migliorare le capacità, sopratutto di coordinazione dei due emisferi e di memorizzazione. Senza considerare che nella musica è nascosta una grande quntità di matematica, presente nel tempo, nei rapporti tra le note, e nell’armonia con i suoi intervalli e accordi.

La chitarra ben si presta ad essere studiata dai bambini, in quanto è uno strumento che ha molte qualità e si può iniziare già a dai 5 anni. Intanto è uno strumento dalla forte vocazione ritmica, che richiede e sviluppa molto la coordinazione tra le due mani, inoltre ha una grande versatilità nei modi di essere suonata. Si possono fare solo ritmi percussivi, solo melodie monodiche o accordi ritmici, ma questi elementi possono anche essere combinati tra di loro, cosa che non tutti gli strumenti permettono di fare. Non ultimo bisogna considerare anche la sua economicità e il fatto che ne esistono di dimensioni ridotte, adatte quindi anche alle piccole dimensioni dei bambini.

Naturalmente imparare a suonare uno strumento significa anche doverci mettere un certo impegno e apprendere una disciplina che permette di sviluppare la dovuta attenzione. In questo un ruolo fondamentale ce l’hanno gli insegnanti, i bambini ma anche i loro genitori.

Gli insegnanti
Hanno la responsabilità di rendere l’apprendimento di una materia così vasta, molto semplice e di creare un buon rapporto con l’allievo, di fiducia e rispetto. Per fare questo devono dotarsi delle migliori tecniche d’insegnamento, e di grande pazienza. Soprattutto per i più piccoli è importante rendere la lezione leggere e giocosa, con esercizi di memoria e ridurre al minimo la parte scritta, per poi insegnarla più avanti. Ci sono tanti sistemi da utilizzare, come note colorate oppure personaggi facili da memorizzare che il bimbo dovrà poi convertire in note sullo strumento.

I bambini e i genitori
Credo che per ottenere buoni risultati già con bambini molto piccoli, un ruolo fondamentale ce l’abbiano anche i genitori, in quanto difficilmente un bambino si eserciterà di propria iniziativa. Il genitore dovrà perciò avere un ruolo attivo, non nel senso di sostituire l’insegnante, ma nella stimolazione del bambino. I bambini si accorgono immediatamente se i loro genitori danno importanza o no alla musica e allo studio di uno strumento, per cui i genitori dovrebbero mostrarsi molto curiosi, e chiedere al bimbo di suonare per loro oppure di spiegargli una certa nota o cosa hanno imparato durante la lezione con l’insegnante.

Ci sono tanti modi per seguire un bambino che impara uno strumento, ne indicherò qualcuno: chidere di fare un concertino di pochi brani ogni mese e invitare parenti o amici; promettere un premio se si esercita regolarmente; dedicare qualche minuto settimanalmente al ripasso insieme; diminuire il tempo di permanenza davanti al televisore o ai videogame e aumentare quello dedicato a suonare.

La lezione
Durante la lezione, i genitori dei bimbi più piccoli dovrebbero essere presenti e mostrarsi interessati agli insegnamenti, facendo capire al bambino che si fidano molto dell’insegnante e che le cose insegnate hanno un grande valore. Soprattutto i primi tempi la loro presenza è importante, poi possono anche non presenziare tutte le lezioni quando il bimbo dimostra di avere l’attenzione sufficiente. Piuttosto di rimanere nella stessa aula e essere completamente disinteressati facendo altro, meglio che il genitore non assista alla lezione, almeno per rispetto al lavoro dell’insegnante.

Concludo dicendo che non tutti sono Mozart, ma che tutti possono trarre grande beneficio dallo studio della musica, bimbi e genitori compresi. Lo studio della musica è stato notevolmente rivalutato grazie ai nuovi studi neurologici in merito ed è una cosa che accompagna le persone che vi si appassionano per una vita intera, togliendo tempo ed energia a parecchie cose inutili e migliorando molte funzioni intellettive e attitudinali dei ragazzi. Fateci un pensiero per i vostri figli, se già non l’avete fatto.

by Wenz

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