Programma di studio: altri aspetti e ottimizzazione

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tudiare la chitarra - programma di studioConcludiamo con quest’articolo la serie di consigli su come realizzare un buon programma di studio per chitarra, mirato ed efficace che ci permetta di migliorare notevolmente le nostre performance musicali. Una volta stabilita la priorità degli obiettivi e degli esercizi e studi per raggiungerli, vediamo ora qualche atro aspetto utile ad ottimizzare il tutto.

Oltre ad avere chiari gli obiettivi generali e particolari che vogliamo ottenere, e quindi gli esercizi e studi utili a raggiungere tali fini, è importante ricordare che la musica è un’arte e che come tale implica una buona dose di elasticità e creatività. Contrariamente a quanto si pensa, anche la creatività può essere insegnata. Ecco un esempio.

Notoriamente nella musica jazz è contenuta una buona dose d’improvvisazione, ma se aveste chiesto ai primi chitarristi elettrici del jazz degli anni 50, come Barney Kessel, in che modo hanno sviluppato la loro abilità improvvisativa, vi avrebbero risposto che inizialmente avevano copiato esattamente i soli di chi li ha preceduti, ad esempio quelli di Charlie Christian, e poi avevano imparato a utilizzare il materiale melodico per creare linee originali ampliandolo ulteriormente col tempo e la pratica.

Sarebbe quindi opportuno inserire nel programma d’allenamento qualche pratica giornaliera di creatività.  Ci dovrebbero essere momenti completamente liberi, e altri in cui si cerca di reinterpretare il lavoro di qualche grande musicista, chitarrista o no. Naturalmente esistono anche esercizi studiati e sviluppati appositamente per migliorare la propria creatività, la cosa migliore è avere l’aiuto di un insegnante che ce li propone.

Un aspetto che viene spesso trascurato è l’applicazione pratica delle nozioni teoriche e degli esercizi di tecnica meccanica che magari non sono musicali. Cercate perciò sempre di provare le cose in un contesto musicale con valore artistico, già da subito. In questo modo nulla sarà fine a se stesso, ma tutto avrà un’immediata collocazione nel vostro bagaglio musicale e un’utilità pratica per il raggiungimento dei vostri obiettivi.

Ultimo aspetto da considerare è di non rendere il programma giornaliero troppo ripetitivo, ma di organizzarlo in modo che si svolga su un periodo più lungo, di circa due settimane per esempio. Potreste ripetere la pratica degli esercizi che ritenete più importanti anche due o tre giorni consecutivamente, ma poi cambiate qualcosa. La cosa migliore è creare una routine su un arco di quattro o cinque giorni e poi ripeterla per due settimane. La sequenza di pratica dovrebbe essere ispirata ai consigli dati in precedenza, con un riscaldamento, esercizi di tecnica applicati, studio di repertori idonei, e tutto ciò che ritenete utile ai vostri obiettivi concludendo la sessione con momenti di libertà e creatività.

L’importante è non perdere mai di vista gli obiettivi proposti all’inizio del programma e verificarli regolarmente per vedere i propri progressi controllando che nel frattempo non ci si sia allontanati dai propositi iniziali.

by Wenz

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