Dischi Rock storici: “Machine Head” – Deep Purple

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Deep Purple al Cow Palace di San Francisco in California nel 1985

I Deep Purple nel 1985

Tra i dischi storici del rock un posto di primo piano merita l’album “Machine Head” dei Deep Purple, probabilmente uno degli album più influenti per i musicisti che seguirono le orme della storica band britannica.

Fu l’album di maggior successo della band, se non altro per la presenza dell’intramontabile “Smoke on the Water”, che col suo riff semplice ed immediato è presente nelle orecchie di ogni persona dai cinque anni in poi (forse anche meno di cinque anni). Bisogna ricordare che l’album contiene altri capolavori della musica Hard Rock come “Highway Star” e “Lazy”, che andranno a costituire il corpo del mitico live “Made in Japan” con versioni dal vivo molto “sanguigne” e riarrangiate dei brani. Infatti i Deep Purple sono sempre stati una band dal grande impatto live e chi ha avuto la fortuna di vederli nella formazione originale d’epoca, si è goduto un grande spettacolo, basti citare i famosi duelli tra Ian Gillan e Ritchie Blackmore.

La storia dell’incisione del disco è particolare. I Deep Purple si trovavano a Montreux in Svizzera, presso il Casinò dove erano solite registrare molte band, tra le quali i Queen. Durante il concerto tenuto alla sera dalla band di Frank Zappa un suo fan incendiò il locale e mandò in fumo tutta l’attrezzatura, così la registrazione del disco fu trasferita al Grand Hotel. Arrivò l’attrezzatura mobile dei Rolling Stones e si iniziarono le incisioni in un corridoio insonorizzato dell’hotel. Fu lì che Roger Glover, il bassista della band, guardando dalla finestra vide il fumo dell’incendio che si innalzava sopra il lago e i bagliori del tramonto appena sopra nel cielo, da cui uscì il celebre ritornello: Smoke on the water and fire in the sky (letteralmente: fumo sull’acqua e fuoco nel cielo).

Dal punto di vista musicale lo stile dei Deep Purple fu una novità assoluta, in quanto avevano un sound originale dato dalla scelta di Jon Lord di amplificare il suo organo con il Marshall 1959 SLP invece che col Leslie, ottenendo un suono più aggressivo, come fosse una seconda chitarra elettrica. Inoltre le loro contaminazioni erano molte e ne fecero una felice fusione: Black Sabbath, Led Zeppelin, elementi di Rock’n’Roll, Hard Rock, Rock Progressive e Rock neo-classico, del quale furono sicuramente i primi esponenti.

Purtroppo il limite di questa formazione storica fu che non era fatta di amici come altre band, ma fu ottenuta dalla volontà di due manager, scegliendo di volta in volta i componenti con sostituzioni fino ad arrivare al quintetto storico: Ian Gillan (voce, armonica), Ritchie Blackmore (chitarra, seconde voci), Jon Lord (piano, organo, tastiere, seconde voci), Roger Glover (basso), Ian Paice (batteria). Alla fine continui litigi tra i componenti ne condizionarono la storia successiva, con il cambiamento di alcuni membri e risultati alle volte di qualità e altre no, ma comunque mai all’altezza del quintetto di Machine Head.

by Wenz

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