La leggenda di Robert Johnson: anima oscura della chitarra Blues

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storia della chitarra bluesLa vicenda del chitarrista blues Robert Johnson è densa di mistero, talmente accattivante che, anche se ha registrato solo ventinove brani lungo la sua breve carriera, è stato apprezzato e imitato da praticamente tutti i più importanti chitarristi del genere blues.

 

Robert Johnson è morto a soli ventisette anni, ma la sua figura leggendaria è diventata un’icona nella storia della chitarra blues, soprattutto per la generazione dei chitarristi anni sessanta, primi tra tutti Eric Clapton e Keith Richards. Entrambi hanno infatti inciso brani cover o ispirati a Johnson, come Love in Vain o Crossroad, che sono diventati capisaldi del loro repertorio.

La leggenda che vede protagonista Robert Johnson dice che, sparito dalla circolazione per due anni, tornò mostrando uno strabiliante miglioramento tecnico alla chitarra. Per questo fu accusato di aver stretto un patto con il demonio, e le tematiche agghiaccianti dei suoi testi non tendevano certo a minimizzare questa sua nomea.

Incubi, cani infernali e incroci misteriosi sono un’espressione della sua anima oscura e blues per eccellenza, che hanno fatto camminare la sua storia, fino a consolidarlo nel mito della musica quale prototipo di musicista maledetto, che ben si accosta all’indole ribelle di molti giovani, soprattutto musicisti che l’hanno amato e continuano ad amarlo.

D’altro canto i suoi brani sono molto ben eseguiti e, nonostante le scarse tecniche d’incisione di quegli anni, conservano tuttora un grande fascino grazie alla musicalità avanzata, soprattutto nel connubio tra chitarra e voce, difficilmente raggiungibile anche oggi. Purtroppo Johnson ha registrato due sole volte, lasciando questo mondo molto presto a causa della gelosia di un proprietario di un locale, ma sulla sua morte ci sono parecchie ombre, persino sul posto dove sarebbe sepolto.

Nonostante tutto, molti dei suoi brani fanno parte del repertorio di gruppi e solisti del Blues, a cominciare da Terraplane Blues, Cross Road Blues, Sweet Home Chicago, I Belive I’ll Dust My Boom e Come on in my Kitchen, senza citare le sue canzoni più inquietanti, che nemmeno i suoi più fedeli ammiratori hanno suonato in pubblico volentieri.

by Wenz

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“HORSE RACING”

(spartito per chitarra sola)

 

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